IL RE E' NUDO
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- Pubblicato: Domenica, 24 Maggio 2026 10:19
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L' unica cosa che mi viene in mente pensando alla scuola di oggi è la favola del re nudo. In un paese, il re camminava sempre nudo per le strade e la sua condizione di nudità era sempre evidente e persistente. Nessuno osava dire che il re fosse nudo, pena la vita stessa. Chiunque lo affermasse veniva freddato con un fendente da una delle sue guardie. Un giorno un piccolo bimbo iniziò ad urlare: "ma non vedete che il re è nudo, è nudo, non ha nulla addosso, è nudo!!!" continuava ad esclamare. Così tutti si fecero coraggio ed urlarono anche loro a gran voce: "È vero è nudo!! Il re è nudo!!. Non ha abiti è veramente così!!".
Tutto il popolo spinto dalla dichiarazione del bambino iniziò ad avere il coraggio di dire la verità. Qual é la verità sulla scuola? Semplice, è un'azienda che dispensa diplomi immeritati, in cui la figura del docente riveste un ruolo di secondaria importanza, relegato ad una condizione "mortificante" Un alunno qualunque - certificato con la 104 - con una diagnosi che spesso rimane oscura, si può permettere di sfotterlo ed offenderlo con epiteti e nomignoli, senza che la cosa sortisca conseguenza alcuna. L' attività didattica che dovrebbe essere il cuore pulsante della scuola, riveste un ruolo di secondaria importanza, a vantaggio di progetti ed iniziative che rimpinguano le tasche di una sparuta minoranza di persone.
Conti qualcosa, in una scuola, solo se sei disponibile a sostenere ed aderire ai vari progetti, vere fonti d'introito di denaro e veri obbiettivi di dirigenti e staff. Se invece il tuo impegno è corroborare l'attività didattica, spendendoti ogni giorno perché ai discenti rimanga veramente qualcosa, se assegni delle valutazioni insufficienti a chi non merita, se non approvi iniziative platealmente illegali, allora sei uno scomodo, uno che rema contro, magari uno a cui fare sparire la cattedra con manovre di alta maestria burocratica, qualora se ne presentasse l'opportunità. Ecco 'IL RE NUDO", di cui nessuno ha il coraggio di parlare per evitare quel fendente che lo ucciderebbe all'istante. Fino a quando avrò un filo di energia e voglia di giustizia, non mi stancherò mai di dire e ribadire ciò che ha detto il bambino, nella favola: IL RE E' NUDO! Tutti i dirigenti scolastici - nelle varie scuole - ed i colleghi che assecondano questo sistema - corrotto e marcio fino al midollo - che hanno profuso sofferenza in molti docenti, usando pesi e misure differenti, trattamenti profondamente diversi, cuciti addosso ad ogni docente, uno diverso dall'altro, benevoli per alcuni e devastanti per altri, ignorando qualunque principio di accomodamento ragionevole PAGHERANNO!!!!!
La dignità di un docente non si misura da quanto è congruo l'ammontare di denaro che fa erogare alla scuola, con progetti e progettoni vari, ma si misura in base all'impegno giornaliero nelle classi, allo spirito di abnegazione che lo caratterizza, alla voglia di fare didattica in un posto in cui della didattica non gliene frega più niente a nessuno, alla sensazione di frustrazione che si percepisce quando ci si accorge che molto di quello che si è dato non ha avuto un riscontro. Alla voglia di continuare a dare malgrado i magri risultati.
Insegno da vent'anni ed ho assistito ad un degrado galoppante dei professionali. Nei primi anni d'insegnamento mi spingevo fino al moto del proiettile ed i più capaci erano in grado - partendo dalle equazioni del moto rettilineo ed uniforme e da quelle del moto rettilineo ed uniformemente accelerato di ricavare le formula della traiettoria dell'altezza massima e della gittata. Adesso siamo ben lontani da obbiettivi di questo livello.